
Possiamo dire un Festival “nostalgico” quello che si è concluso ieri con la 75ª edizione, che ha visto vincere Olly e il suo brano “Balorda Nostalgia”. Il giovane cantautore genovese ha conquistato il pubblico e la critica con una performance intensa e personale, che gli ha permesso di emergere tra tutti gli artisti in gara. Devo ammettere che, a un certo punto, ho provato un po’ di nostalgia per Amadeus ma solo perché riusciva a tenermi più sveglio.
La serata conclusiva è stata ricca di emozioni ma soprattutto di colpi di scena specie nella classifica finale.
La classifica finale:
1. Olly – “Balorda Nostalgia”
2. Lucio Corsi – “Volevo essere un duro”
3. Brunori Sas – “L’albero delle noci”
4. Fedez – “Battito”
5. Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola”
6. Giorgia – “La cura per me”
7. Achille Lauro – “Incoscienti giovani”
8. Francesco Gabbani – “Viva la vita”
9. Irama – “Lentamente”
10. Coma_Cose – “Cuoricini”
L’esclusione di artisti come Giorgia e Achille Lauro dalla top five ha suscitato sorpresa e disappunto tra il pubblico presente all’Ariston, che ha manifestato il proprio dissenso con fischi e cori. Personalmente io ci sono rimasto male soprattutto per Giorgia che non ha ricevuto nessuno dei premi importanti. Nel dettaglio dei voti finali la fase decisiva, ha decretato il risultato finale soprattutto grazie al televoto del pubblico. Le percentuali di preferenza sono state le seguenti:
• Olly: 31%
• Lucio Corsi: 25,7%
• Brunori Sas: 16,6%
• Fedez: 20,5%
• Simone Cristicchi: 6,2%
Questi dati evidenziano una competizione serrata, con Olly che ha prevalso grazie a un significativo supporto da parte del pubblico.
I Premi speciali sono stati assegnati in modo diverso rispetto alla classifica finale:
• Premio della Critica “Mia Martini”: Lucio Corsi con “Volevo essere un duro”
• Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”: Simone Cristicchi con “Quando sarai piccola”
• Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo: Brunori Sas con “L’albero delle noci”
• Premio “Giancarlo Bigazzi” per la miglior composizione musicale: Simone Cristicchi con “Quando sarai piccola”
Questi premi sottolineano l’apprezzamento della critica per la qualità artistica e compositiva di questi brani. Anche se stona con chi ha vinto alla fine.
Non sono mancate le controversie durante il festival. Una delle più discusse riguarda l’esclusione di Giorgia ma soprattutto a mio parere che la sala stampa abbia tutto questo potere sulla classifica finale. Per quanto mi riguarda il regolamento deve essere rivisto.
Questo non per colpa delle firme illustri di alcuni giornali, che fanno questo mestiere e hanno visto diversi festival, ma per quei giovani cronisti che hanno esultato alla vittoria di Olly, dal discutibile gusto musicale e dalla preferenza per la bellezza estetica dei cantanti.
C’è da chiedersi poi come mai quest’anno ha vinto un artista che aveva come manager Marta Donà la stessa della vincitrice dello scorso Angelina Mango. Quattro vittorie al festival di Sanremo su cinque anni per la manager Marta Donà: Marco Mengoni, Angelina Mango, aveva i Måneskin quando vinsero Festival ed Eurovision. Fare domanda non vuole dire necessariamente che ci sia qualcosa di strano, ma io me ne sono posta qualcuna.
Il mio voto su questo festival sinceramente è una sufficienza. Molte cose non mi sono piaciute, come Alessandro Cattelan che si vuole in tutti i modi ritagliare un posta tra i presentatori italiani con scarsi risultati. Carlo Conti ha condotto un festival come se fosse una trasmissione televisiva qualunque senza troppi emozioni o stravaganze, forse per fare della musica la protagonista principale. Devo dire che non sono rimasto entusiasta di questo festival, sia per chi l’ha vinto sia perché in mi ha lasciato moltissime emozioni tranne per alcune certezze: Brunori SAS grande scrittore e musicista, Lucio Corsi bisogna ascoltarlo perché merita, Giorgia non sbaglia un colpo, Fedez quando vuole sa meritarsi tutti gli applausi.
Non ci resta che aspettare il prossimo Festival.
Alla prossima, Federico.

Lascia un commento