Ottocento stand, un migliaio di editori, 137mila metri quadrati di fiera e il mio libro li in mezzo. Ecco la mia piccola esperienza in un evento così grande.

Sabato 11 Maggio 2024 sarà una data che non scorderò facilmente. Quest’anno al Salone del Libro di Torino, uno degli eventi più importanti nel panorama letterario italiano, tra i tanti talenti emergenti che hanno preso parte a questa grande manifestazione, c’ero anche io e vi racconto brevemente la mia esperienza. Non sono più un giovane, non so se sono promettente, ma adesso sono un autore, e recentemente ho pubblicato il mio secondo romanzo, La Porta della Verità (di cui vi parlerò più avanti), con una casa editrice di nicchia, la Scatole Parlanti del Gruppo editoriale Utterson.

Il Salone del Libro di Torino è una vetrina eccezionale per gli autori emergenti come me. Qui, ogni scrittore si trova immerso in un ambiente vibrante, circondato da altri talenti della scrittura, piccoli e grandi editori, e lettori affamati di nuove storie. La mia esperienza è stata una miscela di emozione e ansia mentre mi preparavo a incontrare i lettori e a condividere la mia passione per la scrittura.
Questo momento non è stato solo una celebrazione del mio successo personale, ma anche un’opportunità per apprendere e crescere. Durante il vagare tra i Padiglioni e gli Stand, ho avuto modo di conoscere altre case editrici interessate ai miei lavori e alla mia scrittura, condividere idee con altri autori e ricevere feedback diretti dai lettori. Questo scambio di esperienze è fondamentale per uno scrittore emergente, poiché contribuisce a plasmare il suo percorso futuro. A proposito, ho conosciuto due amiche di penna, Stefania (@leggendofacendo) e Alessia (@alessia_rrbb), che vi consiglio di seguire; anche loro hanno pubblicato con Scatole Parlanti.
Inoltre, il Salone del Libro offre l’occasione di stringere legami con l’industria editoriale. Ho avuto conversazioni con i rappresentanti di alcune case editrici, anche se avrei voluto incontrare almeno un agente letterario, figura preziosa per comprendere meglio il mercato del libro e pianificare futuri progetti.

Infine, il Salone del Libro di Torino è anche un momento di gratitudine. Sono grato di vedere il mio lavoro accettato e apprezzato da un pubblico più ampio, un traguardo che riflette mesi di lavoro, passione e sacrificio, grato soprattutto alla casa editrice che ha accettato di pubblicare il mio lavoro, e ai lettori, ultimi ma forse i più importanti.

Per molti autori emergenti come me, partecipare al Salone del Libro è un importante passo avanti nella carriera o forse la corsa verso qualcosa che a volte sembra una chimera: diventare uno scrittore con la S maiuscola. È un’esperienza che non solo ti mette alla prova come scrittore, ma ti arricchisce personalmente e professionalmente, aprendo nuove porte nel mondo della letteratura e della creatività. Sicuramente, rifacendomi al tema di quest’anno del Salone del Libro, la vita immaginaria da “scrittore” per me, è solo “immaginaria”, ma grazie all’immaginazione ho realizzato un piccolo sogno e adesso vorrei proprio immaginare una vita da scrittore, magari sognandola o magari continuando a immaginarla e viverla poi concretamente.
Tornato a casa, ero contento e non vedevo l’ora di mettermi a scrivere e di tornare al prossimo SalTo 25.
Alla prossima. Federico.

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