Quand’è l’ultima volta che hai sognato?

I sogni. Vi siete mai svegliati dopo un sogno talmente reale da confonderlo con la realtà? Per lungo tempo mi è capitato di non sognare, almeno che i ricordi. Si sa dagli studi che l’uomo sogna nella cosiddetta fase REM, quindi è certo che io abbia sognato, anche se non ne ho memoria. I sogni sono quei frammenti sfuggenti di realtà che ci visitano durante il sonno. L’umanità ne è affascinata fin dai tempi più antichi. Da tempi immemorabili ci si interrogata sul significato dei sogni e sulle loro possibili implicazioni nella vita di ogni giorno. Mentre la scienza moderna ha fornito spiegazioni neurologiche e psicologiche sui sogni, l’interpretazione e il significato dei sogni continuano a essere oggetto di dibattito e studio. Mi vien da dire anche speculativo.
Ad esempio, l’antropologia offre una lente diversa attraverso la quale è possibile esaminare i sogni e il loro ruolo nelle società umane. Una dimostrazione è rappresentata dalla concezione andina di ‘realtà’, che include la possibilità di interagire con entità attraverso sogni e visioni. È vero che sognare è universale ma come si sogna cambia tra diverse culture e all’interno di una stessa. I sogni possono interferire con le pratiche e attività materiali, sono forme di sapere e potere. Considerare i sogni non significa agire in funzione di ma agire con loro.
Una testimonianza la troviamo nel libro “I sogni vengono da fuori – Etnografia nella notte” di Arianna Cecconi, che è il risultato di numerosi anni di ricerca etnografica in Perù. Questo lavoro si colloca nell’ambito dell’antropologia onirica, un settore disciplinare ancora in gran parte inesplorato, ma va oltre. Come precisato nella prefazione di Carmen Salazar-Soler, si situa al crocevia dell’antropologia politica, sociale, religiosa e degli studi sulla violenza. Ai tempi iniziali del XIX secolo, il sogno era paragonato alla follia e, in quanto tale, considerato privo di senso. Gli studi sociali vi si interessano dunque con la stessa diffidenza con cui si avvicina alla superstizione di una mentalità prelogica. Se gli antropologi hanno a lungo evidenziato una continuità tra la vita diurna e quella notturna, questa era comunque confinata nel dualismo tra privato e sociale. Il libro di Arianna Cecconi espone questa relazione in termini di mobilità, mettendo in luce la continuità tra le azioni individuali e le dinamiche sociali. Nella sua analisi, il mondo dei sogni è considerato parte integrante dell’agire, della conoscenza, della visione, dell’esperienza e, di conseguenza, della realtà che si costruisce e si manifesta ogni giorno. Le narrazioni oniriche vengono interpretate come discorsi che consentono di esplorare pratiche sociali, politiche e culturali.
Nell’antica Grecia, ad esempio, i sogni venivano considerati una forma di comunicazione divina. Il filosofo greco Platone, nel suo dialogo “Fedro”, parla dei sogni come di “messaggi inviati dagli dèi”. Anche nella cultura egizia, i sogni rivestivano un’importanza significativa. Il famoso Papiro Chester Beatty, datato intorno al 1275 a.C., contiene un’ampia raccolta di sogni e le relative interpretazioni.
Al di là delle interpretazioni culturali, la psicologia moderna ha contribuito a gettare nuova luce sul mondo dei sogni. Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, considerava i sogni come “la via regia all’inconscio”. Per Freud, i sogni rappresentavano i desideri repressi e le pulsioni inconsce dell’individuo. Carl Gustav Jung, uno dei più noti allievi di Freud, sviluppò ulteriormente questa teoria, suggerendo che i sogni potessero anche contenere simboli universali, archetipi che collegano l’individuo alla sua eredità culturale e biologica.
Negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha approfondito la comprensione dei meccanismi cerebrali che stanno dietro ai sogni. Studi condotti utilizzando tecniche di neuroimaging hanno rivelato che durante il sonno, particolari regioni del cervello sono attivate in modo specifico, contribuendo alla formazione dei sogni. Tuttavia, nonostante i progressi nella comprensione scientifica, il mistero dei sogni rimane intatto. SI potrebbe affermare che la complessità dei sogni va oltre le spiegazioni riduttive della scienza? Ogni individuo porta con sé la propria storia personale, le proprie esperienze e convinzioni, che influenzano la trama e il significato dei sogni. Quindi nel mondo dei sogni, tutto sembra possibile, ma nella vita reale, le cose non funzionano così; qui, non tutto ciò che desideriamo si realizza.
Alla prossima. Federico.

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