All’interno delle intricate relazioni umane, è sorto un fenomeno subdolo che mina la fiducia, la solidarietà e il rispetto reciproco: il parassitismo esistenziale. Partiamo dall’esplicitare che cosa si intende per “parassitismo”, è la condizione di vita di un organismo animale o vegetale che si nutre per un tempo più o meno lungo a spese di altro organismo vivente in una condizione di simbiosi disarmonica, dalla quale il parassita trae un beneficio alterando la biologia dell’ospite e arrivando in alcuni casi anche a ucciderlo. Esistenziale riguarda il vissuto personale di un individuo: problemi, crisi. Mettiamo il “parassitismo esistenziale” sul piano sociale, come se fosse la condizione di una persona che si nutre delle esigenze inespresse, dei desideri, delle proiezioni di vita di altre persone, facendo del loro mestiere condizionare, dare input, suggerendo le cose da fare ai loro “follower” attraverso quello che fanno per se stessi. Dall’altra parte troviamo chi appunto si interessa della vita degli altri preoccupandosi di “nutrirsi” delle cose che fanno gli altri e che invece dovrebbero fare loro per se stessi. All’interno delle intricate relazioni umane quindi, è sorto, a mio parere, un fenomeno subdolo che mina la vita delle persone, la solidarietà e il rispetto reciproco nella società: il parassitismo esistenziale.

Questo comportamento l’ho sperimentato sulla mia persona quando ho capito che avevo bisogno di qualcosa affidandomi ai social o a influencer o a chi mi dava la soluzione. Si manifesta in una miriade di contesti e forme diverse, può costituire una minaccia per il benessere sia individuale che collettivo.
Il parassitismo esistenziale avviene anche quando un individuo sfrutta le risorse, l’energia o il lavoro degli altri senza proporzione o equità alla relazione. Ciò può essere espresso nei diversi domini della vita, dal personale al professionale e ha molte sfumature. Una delle manifestazioni più comuni del parassitismo esistenziale è l’emotiva dipendenza in cui un individuo confida completamente negli altri, per il proprio benessere emotivo e sociale, senza assumersi la responsabilità delle proprie emozioni. In modo simile anche lo sfruttamento finanziario si osserva quando un individuo gode delle risorse finanziarie altrove senza offrire congiuntamente.
I risultati di tale azione possono essere dannosi per entrambe le parti coinvolte. Chi subisce il parassitismo esistenziale può sperimentare stress emotivo, senso di frustrazione e perdita di fiducia in se stessi. Dall’altra parte, chi pratica il parassitismo può sviluppare dipendenza emotiva, scarsa autostima e dipendenza finanziaria. Entrambe le parti possono subire conseguenze pericolose se si comportano in questo modo. Stress emotivo, frustrazione e mancanza di fiducia in se stessi sono tutte possibili esperienze da parte dei destinatari del parassitismo esistenziale. Nel caso di parassitismo esistenziale, ci possono essere molte cause diverse che spesso sono radicate nei problemi dell’autostima e della fiducia in sé o negli schemi familiari disfunzionali appresi nella società. Questo fenomeno può essere affrontato con un lavoro sia individuale che collettivo per promuovere la libertà emotiva, l’autonomia personale e l’autoidentificazione. Riconoscere, capire ed affrontare è essenziale per creare una società fondata sul mutuo rispetto, sulla solidarietà e la fiducia reciproca. Se questo fenomeno del parassitismo esistenziale dovesse conclamarsi, bisognerebbe approfondire il problema tramite un impegno comune ed una maggior coscienza delle relazioni sociali che stanno venendo meno. Inoltre, in una società dove l’egocentrismo è dominante in ogni contesto, potremmo ritornare ad ottenere delle relazioni più equilibrate ed appaganti, soltanto attraverso un modo di vivere che si basi sul rispetto reciproco.

Alla prossima. Federico.

Nota Bibliografica.

Alcune letture che propongo sull’argomento:

  1. “L’uomo senza qualità” di Robert Musil. Romanzo con una riflessione profonda sull’esistenza umana e sulle sue molteplici sfaccettature, compresi i temi del nichilismo e dell’alienazione.
  2. “La nausea” di Jean-Paul Sartre. Romanzo che esplora la vita di un uomo che sperimenta una profonda crisi esistenziale, cercando di trovare significato in un mondo apparentemente privo di senso.
  3. “L’uomo a se stesso” di Ernst Jünger. Saggio in cui Jünger affronta il concetto di alienazione e estraniamento dell’individuo nella società moderna, esaminando le dinamiche del potere e del controllo.
  4. “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera. Romanzo che presenta una riflessione sulla condizione umana e sull’assurdità dell’esistenza, esplorando le complesse relazioni interpersonali e le conseguenze del nichilismo.
  5. “La società dello spettacolo” di Guy Debord. Saggio critico che analizza il ruolo dei media e della società dei consumi nell’alienazione e nell’omologazione dell’individuo, offrendo una prospettiva sulla perdita di autenticità e significato nella vita moderna.

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