Anche quando si parla di calcio

Nella società moderna, la narrazione gioca un ruolo fondamentale nel plasmare le opinioni pubbliche e influenzare le decisioni politiche e sociali. Tuttavia, ci sono momenti in cui questa narrazione viene distorta, manipolata e persino completamente falsificata a fini nefasti. Questo fenomeno, noto come “narrativa sbagliata”, mina la fiducia nel giornalismo e nei media, mettendo a rischio la democrazia stessa.

Anche quando si parla di calcio, delle squadre di calcio, o almeno di alcune squadre del nostro campionato di Serie A, spesso la narrazione diventa sbagliata. Il giornalismo sportivo, e quello in generale, è diventato sempre più orientato a creare clickbait, una forma di contenuto progettata per raccogliere clic sulle pagine dei risultati dei motori di ricerca. Tramite il clickbait, i giornali e i giornalisti cercano di generare traffico sui loro blog o siti Web, spesso facendo affidamento su titoli sensazionalistici per attirare l’attenzione e narrando una realtà che si adatta alla tendenza del momento, come ad esempio “L’Inter ha una rosa sensazionale”, una visione con la quale non sono d’accordo.

Nelle ultime settimane si è detto che l’Inter è una corazzata, indubbiamente, ma facciamo il resoconto delle ultime 10 partite a partire dal pareggio con il Genoa e dall’uscita in Coppa Italia con il Bologna.

Ha vinto 3 partite contro squadre in 10 uomini, 4 con un solo gol di scarto e solo le ultime con più di 2/3 gol di scarto, contro squadre di bassa media classifica. La formazione, dalla sconfitta con il Bologna in Coppa Italia e dal pareggio con il Genoa ad oggi, è rimasta praticamente la stessa, senza un vero turnover. Questo non perché i giocatori siano giovani, ma piuttosto perché non tutti sono all’altezza, a causa di un livello basso.

Inzaghi ha imparato che per vincere deve affidarsi a chi può offrire sicurezza, anche se ciò comporta il rischio di concedere qualcosa, come evidenziato dalla partita con la Roma. Vorrei sottolineare Federico Di Marco, che nelle ultime partite è stato sostituito intorno al 70° minuto contro squadre che lo costringono a spingere di più, poiché fisicamente deve riprendersi. Come lui, diversi giocatori hanno avuto flessioni fisiche e quando sono mancati l’Inter ha faticato, come nel caso di Barella (327 presenze e 30 gol in serie A) e Çalhanoğlu (32 gol e 172 presenze in serie A). Le statistiche mostrano che Lautaro e Thuram hanno giocato quasi sempre, mentre le alternative a loro due hanno un livello fisico e prestazionale inferiore.

L’Inter ha anche un parco giocatori che, rispetto alla seconda in classifica, presenta numeri ben diversi. Le partite in Serie A di Lautaro (dal suo arrivo all’Inter) sono state 193, con 99 gol (ad oggi); Arnautovic in Serie A ha avuto 73 presenze e 25 gol. Il confronto con la seconda in classifica è impietoso: Dusan Vlahovic ha giocato 161 partite con 73 gol, quasi 40 partite in meno, per non parlare del fatto che ci sono giocatori dell’Inter che rispetto alla seconda in classifica hanno quasi il doppio degli anni e presenze pressoché triplicate. Per non parlare delle statistiche sulle presenze in Champions League, dove mostrano un livello di esperienza nettamente superiore, rispetto ad esempio alla Juventus attuale.

Ovviamente queste statistiche sono contestabili, ma parlare di una squadra che sta vincendo con giocatori di esperienza e sempre titolari mi fa pensare che non sia la rosa più forte. Ha solo 11 titolari che giocano da qualche anno insieme (tre per la precisione) e ha schemi collaudati. Non possiamo quindi parlare di una rosa fortissima, ma di gregari capaci di sopperire alle minime difficoltà incontrate finora, e che per adesso non ha avuto grossi problemi. Una rosa forte è quella del Real Madrid o del Manchester City, con giocatori capaci di cambiare la partita.

La narrazione è sbagliata perché se vinci con la Salernitana 4 a 0 e dici che sei forte, è giusto ma contestabile, visto che la formazione della Salernitana ha cambiato giocatori e allenatori, mentre se con il Napoli in Supercoppa vinci solo dopo che viene espulso un giocatore, forse non hai una rosa con giocatori capaci di cambiare la partita. Se con il Bologna fai turnover e perdi, hai un problema. Se non giocano Lautaro e Thuram, hai un grosso problema.

Ecco perché la narrazione è sbagliata. Sarebbe più giusto dire che l’Inter gioca bene e che i risultati sono frutto di un asset di titolari che in questo momento hanno schemi collaudati e una mentalità costruita negli anni. Bisogna solo essere un po’ obiettivi.

Quest’anno la narrazione è che “una delle rose più forti d’Europa” sta lottando… per la seconda stella. Mi sembra assurdo, inconcepibile, aberrante direbbe Mughini. La realtà è un’altra cosa. Adesso vorrei attendere il mese di marzo (2024) per capire se l’Inter è veramente la rosa più forte (cosa che già adesso non credo), perché se hai la rosa più forte e giochi per mettere la seconda stella sul petto, c’è un problema.

Questo ovviamente non è un attacco all’Inter, ma un tentativo di portare la discussione ad un livello che non dia voce a opinionisti che non hanno compreso l’essenza del calcio come gioco e come sport. Le discussioni si sentono anche in senso sbagliato con il Milan, ovviamente con la Juventus, ma anche su squadre minori. Mi sorprende sentire ex calciatori parlare male degli allenatori, sapendo cosa significhi stare in uno spogliatoio. Sarebbe più opportuno da parte della categoria tornare un po’ a quello che era l’essenza del giornalismo sportivo, il commento dell’evento, non il commento degli schemi o del pressing o di come si muove un calciatore. Il tesserino per farlo lo danno a Coverciano studiando un po’ magari.

Questo vuole essere l’inizio di una mia narrazione e discussione obiettiva sul calcio.

Alla prossima. Federico.

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sono Federico

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